RIDINET trattamento on-line per i DSA

RIDINET trattamento DSA
Piattaforma per il trattamento on-line dei DSA   (clicca per ingrandire)

RIDINET  la piattaforma on-line per la riabilitazione a distanza, offre all’utenza:

sessioni domiciliari di training monitorate via web dallo specialista

attività sviluppate secondo i più attuali modelli riabilitativi riconosciuti

costi altamente contenuti per le famiglie.

Per informazioni su modalità e costi: Dott.ssa Anna Mammì
3200603378 a.mammi@ariee.it

Nuovo Direttivo ARIEE. Eletto il Presidente e le Cariche Sociali

19 Giugno 2017

Lunedì 19 giugno 2017 si sono svolte le elezioni del nuovo Direttivo dell’associazione ARIEE (Associazione per la Ricerca e l’Intervento in Età Evolutiva). Il nuovo Consiglio Direttivo è così composto:

Presidente: Silvia Andreoli
Vicepresidente: Daniela Palma
Segretario Tesoriere: Anna Mammì
Consigliere: Vania Galuppi
Consigliere: Rosa Battafarano
Consigliere: Barbara Loia
Consigliere: Sara Campanini
Consigliere: Ilaria Mangino
Consigliere: Francesca Montanari
Consigliere: Marianna Costantini

Psicologa psicoterapeuta, Silvia Andreoli, è socia fondatrice dell’Associazione, già Presidente nel triennio precedente; da anni svolge attività di prevenzione del disagio psicologico dell’età evolutiva e adulta nelle scuole.

Depressione

La  depressione è un disturbo dell’umore molto diffuso. Ne soffrono circa 15 persone su 100.

 Il disturbo depressivo può colpire chiunque a qualunque età, ma Il momento più comune di esordio è tra i 20 e i 30 anni, con un picco tra i 30 e i 40 anni. ed è due volte più comune nelle donne adolescenti e adulte, mentre le bambine e i bambini sembrano soffrirne in egual misura.

Si tratta di una malattia invalidante che coinvolge spesso sia la sfera affettiva sia quella cognitiva della persona influendo negativamente in modo disadattativo sulla vita familiare, lavorativa, sullo studio, sulle abitudini alimentari e riguardo al sonno, sulla salute fisica con forte impatto dunque sullo stile di vita e la qualità della vita in generale.

Il Disturbo Depressivo è associato ad una elevata mortalità. Fino al 15% degli individui con un Disturbo Depressivo grave muore per suicidio. Ciononostante, la maggior parte dei soggetti depressi non arriva ad avere ideazioni suicidarie o sintomi particolarmente gravi, ma lamenta sintomi che spesso non vengono neanche associati facilmente alla depressione stessa (stanchezza cronica, malesseri fisici, apatia, astenia, calo del desiderio, irritabilità, ecc.).

Alcuni hanno episodi di depressione isolati seguiti da molti anni senza sintomi, mentre altri hanno gruppi di episodi, e altri ancora hanno episodi sempre più frequenti con l’aumentare dell’età. Alcuni dati suggeriscono che i periodi di remissione generalmente durano più a lungo all’inizio del decorso del disturbo. Il numero di episodi precedenti predice la probabilità di sviluppare un successivo Episodio Depressivo.

Vi sono poi forme particolari di disturbo depressivo, come la depressione post-partum, che hanno loro caratteristiche proprie. In ogni caso, è bene tener presente che i sintomi della depressione possono essere talvolta “mascherati”, al punto che nessuno si accorge del problema, talvolta neanche il soggetto stesso, che tende ad attribuirli a normale stanchezzastressnervosismo o problemi lavorativi, familiari o di coppia. E’ infatti piuttosto frequente il caso in cui la persona depressa non voglia riconoscere il proprio stato interno, che lo porta a vedere “tutto nero”, ad essere intollerante, irritabile, pessimista, nervoso, distante, ecc., e ritenga che esso sia solo la conseguenza di fattori esterni che andrebbero modificati (lavoro, coppia, denaro, figli, ecc.).

Chi ne soffre ha un umore depresso per la maggior parte del giorno per più giorni di seguito e non riesce più a provare interesse e piacere nelle attività che prima lo interessavano e lo facevano stare bene. Si sente giù e/o irritabile, stanco, ha pensieri negativi, e spesso sente la vita come dolorosa e senza senso (“dolore del vivere”), senza speranza, senza poteri né risorse, completamente impotenti. Mancano le energie per fare qualsiasi attività, fisica e mentale e niente sembra più interessare né in grado di dare piacere. Si guarda la propria vita e tutto appare un fallimento, un susseguirsi di perdite di cui spesso ci si sente colpevoli. Oppure si è convinti che la colpa sia degli altri, della vita, della sfortuna e ci si sente arrabbiati con tutto e tutti e si arriva a farsi terra bruciata intorno.

Tra le possibili cause della depressione troviamo fattori di tipo psicosociale, ma anche di tipo genetico e biologico.

Gli Episodi del Disturbo Depressivo spesso seguono un grave evento psicosociale stressante, come la morte di una persona cara, il divorzio, il trasferimento, ecc..

Gli studi supportano l’ipotesi dell’ereditabilità della depressione, infatti i figli di genitori depressi presentano un rischio più elevato di sviluppare depressione. Tra le cause della depressione si hanno anche modificazioni a livello biologico, nella regolazione di alcune sostanze come neurotrasmettitori e ormoni.

Tipicamente i pazienti sono trattati con farmaci antidepressivi e spesso, in maniera complementare, anche con la psicoterapia e la terapia cognitivo comportamentale.

 

Sara Campanini

Dr.ssa Sara Campanini

Socio fondatore di ARIEE – APS.

Laureata dal 2007 in psicologia dinamica e clinica per l’infanzia la famiglia e l’adolescenza, con voto 110 e lode. Ha conseguito a dicembre 2013 il diploma di specializzazione in psicoterapia analitica individuale e di gruppo presso la scuola di specializzazione COIRAG, riconosciuta dal MIUR, con voto 50/50 e lode.  Svolge attività di psicoterapia individuale e di gruppo per bambini, adolescenti e adulti. Ha accumulato anni di esperienza clinica nel lavoro con le famiglie adottive.

Dal 2005, come socio fondatore dell’associazione ARIEE svolge  attività di valutazione, diagnosi e trattamento cognitivo per DSA, attività di formazione per insegnanti e psicologi e screening nelle scuole.

Email: s.campanini@ariee.it                    cell. 3495092005

Sostegno alla genitorialità e alla maternità

Da almeno un ventennio, a fronte di una crescente richiesta, si stanno diffondendo forme diversificate di lavoro sulla genitorialità, per iniziativa dei servizi sociali, sanitari, educativi, del terzo settore. I modelli tradizionali di intervento che guardano alla famiglia secondo un’ottica terapeutica e assistenziale si rivelano oramai superati, mentre si stanno sempre più affermando modelli di caring che, attraverso azioni educative maieutiche per sostenere senza patologizzare, promuovono un supporto basato sulla riflessività e la consapevolezza, stimolando i genitori a collaborare attivamente nella ricerca delle personali risposte ai propri bisogni o problemi.

Il bisogno di una genitorialità consapevole caratterizza le famiglie di oggi: paure, ansie, preoccupazioni, bisogno di risposte nella convinzione di poter controllare tutto ciò che appartiene alla funzione genitoriale. I papà e le mamme sono infatti sempre più consci che oggi, in una società caratterizzata da una richiesta continua di cambiamento, fare il genitore è un mestiere difficile: educare un figlio comporta disponibilità a modificare il proprio stile di vita, in alcuni casi può mettere in discussione il rapporto con il partner e rende più complicato occuparsi della propria realizzazione professionale.
La complessità della vita quotidiana condiziona pesantemente il vissuto delle famiglie penalizzate da ritmi sempre più frenetici e dall’assenza di reti familiari; la vita di relazione si è ridotta, ma si è anche impoverita la rete di sostegno territoriale.
Da queste considerazioni emerge la necessità di rispondere a bisogni che vanno al di là della cura e dell’educazione dei figli. I genitori chiedono sempre più di avere degli interlocutori competenti per la soluzione dei problemi quotidiani e per l’educazione dei propri figli, persone in grado di capirli, che accolgano i loro dubbi senza dare giudizi e che non entrino in conflitto con loro.

Un capitolo a parte nell’ambito del sostegno alla genitorialità è il sostegno alla maternità.

L’esperienza della maternità è una vera “rivoluzione” nella vita di una donna, a livello sia affettivo sia psicologico. Durante la gravidanza la futura mamma vive emozioni e sentimenti contrastanti: alla gioia per l’arrivo del figlio si uniscono paure e preoccupazioni, relative al lavoro, a eventuali difficoltà economiche e alla solitudine, anche quando si ha accanto un partner, che non sempre riesce a essere presente alla rivoluzione in atto.
In questi casi, un progetto di aiuto può prevedere l’accompagnamento di una mamma in difficoltà e del suo bambino, per tutto il periodo della gravidanza e fino a quando il bimbo compie un anno, attraverso il sostegno psicologico alla donna, per aiutarla ad affrontare la nuova condizione di vita e la consulenza di figure come educatori e ostetriche, per aiutare la mamma ed il bimbo a crescere bene insieme

È di fondamentale importanza costruire un rapporto con il territorio, attraverso i Consultori, che promuovono servizi che indirettamente veicolano forme di sostegno e socialità importanti per tutte le mamme.

Psicoterapia di coppia e familiare

L’ARIEE  propone percorsi di psictoterapia di coppia e familiare; in particolare la psicoterapia di coppia è un percorso in cui due partner che stanno attraversando un momento di crisi, sofferenza, disagio, mancanza di comunicazione si incontrano alla presenza del terapeuta e all’interno di uno spazio protetto e lontano dalla quotidianità, al fine di comprendere e dare significato alle complesse dinamiche in atto e alle  intense emozioni in gioco.

Nella Terapia Familiare

I’approccio psicoterapeutico è finalizzato a modificare le dinamiche relazionali tra i vari componenti della famiglia con il duplice obiettivo di migliorare il funzionamento della famiglia in toto ed apportare il benessere al singolo soggetto.
In particolare, vengono analizzate le modalità, spesso nascoste, su cui si basa l’equilibrio di tutto il nucleo familiare.

La terapia familiare si differenzia da quella individuale per la visione di famiglia come “sistema” ovvero di una entità composta da varie parti che interagiscono.
In questa ottica viene preso in carico tutto il nucleo familiare e le specifiche dinamiche interpersonali che lo caratterizzano.

Francesca Montanari

Dr.ssa Francesca Montanari

Psicologa  e Psicoterapeuta – Libera Professionista

Si occupa di psicologia scolastica, progetti di formazione e screening nelle scuole, sportelli per insegnanti e famiglie, progetti di intercultura.

Tel. 329.8027860

email: f.montanari@ariee.it

 

Marianna Costantini

Dr.ssa Marianna Costantini

Psicologa clinica
Psicoterapeuta,
Analista Transazionale
Psicoterapia individuale e di coppia,
Diagnosi Valutazione e Trattamento dei disturbi specifici di Apprendimento
Trattamento delle difficoltà emotive e relazionali nei bambini e adolescenti.

E-mail: m.costantini@ariee.it   Telefono:  3472935501

Ambulatorio sociale

L’associazione ARIEE offre la possibilità alle famiglie che ne fanno richiesta di usufruire di consulenze di uno psicologo esperto a costi sostenibili, per valutare la presenza di eventuali difficoltà di apprendimento nel bambino.

Il progetto è finanziato grazie ai fondi del 5 x 1000 ed è attivo nelle scuole della provincia di Viterbo e di Roma