Depressione

La  depressione è un disturbo dell’umore molto diffuso. Ne soffrono circa 15 persone su 100.

 Il disturbo depressivo può colpire chiunque a qualunque età, ma Il momento più comune di esordio è tra i 20 e i 30 anni, con un picco tra i 30 e i 40 anni. ed è due volte più comune nelle donne adolescenti e adulte, mentre le bambine e i bambini sembrano soffrirne in egual misura.

Si tratta di una malattia invalidante che coinvolge spesso sia la sfera affettiva sia quella cognitiva della persona influendo negativamente in modo disadattativo sulla vita familiare, lavorativa, sullo studio, sulle abitudini alimentari e riguardo al sonno, sulla salute fisica con forte impatto dunque sullo stile di vita e la qualità della vita in generale.

Il Disturbo Depressivo è associato ad una elevata mortalità. Fino al 15% degli individui con un Disturbo Depressivo grave muore per suicidio. Ciononostante, la maggior parte dei soggetti depressi non arriva ad avere ideazioni suicidarie o sintomi particolarmente gravi, ma lamenta sintomi che spesso non vengono neanche associati facilmente alla depressione stessa (stanchezza cronica, malesseri fisici, apatia, astenia, calo del desiderio, irritabilità, ecc.).

Alcuni hanno episodi di depressione isolati seguiti da molti anni senza sintomi, mentre altri hanno gruppi di episodi, e altri ancora hanno episodi sempre più frequenti con l’aumentare dell’età. Alcuni dati suggeriscono che i periodi di remissione generalmente durano più a lungo all’inizio del decorso del disturbo. Il numero di episodi precedenti predice la probabilità di sviluppare un successivo Episodio Depressivo.

Vi sono poi forme particolari di disturbo depressivo, come la depressione post-partum, che hanno loro caratteristiche proprie. In ogni caso, è bene tener presente che i sintomi della depressione possono essere talvolta “mascherati”, al punto che nessuno si accorge del problema, talvolta neanche il soggetto stesso, che tende ad attribuirli a normale stanchezzastressnervosismo o problemi lavorativi, familiari o di coppia. E’ infatti piuttosto frequente il caso in cui la persona depressa non voglia riconoscere il proprio stato interno, che lo porta a vedere “tutto nero”, ad essere intollerante, irritabile, pessimista, nervoso, distante, ecc., e ritenga che esso sia solo la conseguenza di fattori esterni che andrebbero modificati (lavoro, coppia, denaro, figli, ecc.).

Chi ne soffre ha un umore depresso per la maggior parte del giorno per più giorni di seguito e non riesce più a provare interesse e piacere nelle attività che prima lo interessavano e lo facevano stare bene. Si sente giù e/o irritabile, stanco, ha pensieri negativi, e spesso sente la vita come dolorosa e senza senso (“dolore del vivere”), senza speranza, senza poteri né risorse, completamente impotenti. Mancano le energie per fare qualsiasi attività, fisica e mentale e niente sembra più interessare né in grado di dare piacere. Si guarda la propria vita e tutto appare un fallimento, un susseguirsi di perdite di cui spesso ci si sente colpevoli. Oppure si è convinti che la colpa sia degli altri, della vita, della sfortuna e ci si sente arrabbiati con tutto e tutti e si arriva a farsi terra bruciata intorno.

Tra le possibili cause della depressione troviamo fattori di tipo psicosociale, ma anche di tipo genetico e biologico.

Gli Episodi del Disturbo Depressivo spesso seguono un grave evento psicosociale stressante, come la morte di una persona cara, il divorzio, il trasferimento, ecc..

Gli studi supportano l’ipotesi dell’ereditabilità della depressione, infatti i figli di genitori depressi presentano un rischio più elevato di sviluppare depressione. Tra le cause della depressione si hanno anche modificazioni a livello biologico, nella regolazione di alcune sostanze come neurotrasmettitori e ormoni.

Tipicamente i pazienti sono trattati con farmaci antidepressivi e spesso, in maniera complementare, anche con la psicoterapia e la terapia cognitivo comportamentale.

 

Sara Campanini

Dr.ssa Sara Campanini

Socio fondatore di ARIEE – APS.

Laureata dal 2007 in psicologia dinamica e clinica per l’infanzia la famiglia e l’adolescenza, con voto 110 e lode. Ha conseguito a dicembre 2013 il diploma di specializzazione in psicoterapia analitica individuale e di gruppo presso la scuola di specializzazione COIRAG, riconosciuta dal MIUR, con voto 50/50 e lode.  Svolge attività di psicoterapia individuale e di gruppo per bambini, adolescenti e adulti. Ha accumulato anni di esperienza clinica nel lavoro con le famiglie adottive.

Dal 2005, come socio fondatore dell’associazione ARIEE svolge  attività di valutazione, diagnosi e trattamento cognitivo per DSA, attività di formazione per insegnanti e psicologi e screening nelle scuole.

Email: s.campanini@ariee.it                    cell. 3495092005

Sostegno alla genitorialità e alla maternità

Da almeno un ventennio, a fronte di una crescente richiesta, si stanno diffondendo forme diversificate di lavoro sulla genitorialità, per iniziativa dei servizi sociali, sanitari, educativi, del terzo settore. I modelli tradizionali di intervento che guardano alla famiglia secondo un’ottica terapeutica e assistenziale si rivelano oramai superati, mentre si stanno sempre più affermando modelli di caring che, attraverso azioni educative maieutiche per sostenere senza patologizzare, promuovono un supporto basato sulla riflessività e la consapevolezza, stimolando i genitori a collaborare attivamente nella ricerca delle personali risposte ai propri bisogni o problemi.

Il bisogno di una genitorialità consapevole caratterizza le famiglie di oggi: paure, ansie, preoccupazioni, bisogno di risposte nella convinzione di poter controllare tutto ciò che appartiene alla funzione genitoriale. I papà e le mamme sono infatti sempre più consci che oggi, in una società caratterizzata da una richiesta continua di cambiamento, fare il genitore è un mestiere difficile: educare un figlio comporta disponibilità a modificare il proprio stile di vita, in alcuni casi può mettere in discussione il rapporto con il partner e rende più complicato occuparsi della propria realizzazione professionale.
La complessità della vita quotidiana condiziona pesantemente il vissuto delle famiglie penalizzate da ritmi sempre più frenetici e dall’assenza di reti familiari; la vita di relazione si è ridotta, ma si è anche impoverita la rete di sostegno territoriale.
Da queste considerazioni emerge la necessità di rispondere a bisogni che vanno al di là della cura e dell’educazione dei figli. I genitori chiedono sempre più di avere degli interlocutori competenti per la soluzione dei problemi quotidiani e per l’educazione dei propri figli, persone in grado di capirli, che accolgano i loro dubbi senza dare giudizi e che non entrino in conflitto con loro.

Un capitolo a parte nell’ambito del sostegno alla genitorialità è il sostegno alla maternità.

L’esperienza della maternità è una vera “rivoluzione” nella vita di una donna, a livello sia affettivo sia psicologico. Durante la gravidanza la futura mamma vive emozioni e sentimenti contrastanti: alla gioia per l’arrivo del figlio si uniscono paure e preoccupazioni, relative al lavoro, a eventuali difficoltà economiche e alla solitudine, anche quando si ha accanto un partner, che non sempre riesce a essere presente alla rivoluzione in atto.
In questi casi, un progetto di aiuto può prevedere l’accompagnamento di una mamma in difficoltà e del suo bambino, per tutto il periodo della gravidanza e fino a quando il bimbo compie un anno, attraverso il sostegno psicologico alla donna, per aiutarla ad affrontare la nuova condizione di vita e la consulenza di figure come educatori e ostetriche, per aiutare la mamma ed il bimbo a crescere bene insieme

È di fondamentale importanza costruire un rapporto con il territorio, attraverso i Consultori, che promuovono servizi che indirettamente veicolano forme di sostegno e socialità importanti per tutte le mamme.

Psicoterapia di coppia e familiare

L’ARIEE  propone percorsi di psictoterapia di coppia e familiare; in particolare la psicoterapia di coppia è un percorso in cui due partner che stanno attraversando un momento di crisi, sofferenza, disagio, mancanza di comunicazione si incontrano alla presenza del terapeuta e all’interno di uno spazio protetto e lontano dalla quotidianità, al fine di comprendere e dare significato alle complesse dinamiche in atto e alle  intense emozioni in gioco.

Nella Terapia Familiare

I’approccio psicoterapeutico è finalizzato a modificare le dinamiche relazionali tra i vari componenti della famiglia con il duplice obiettivo di migliorare il funzionamento della famiglia in toto ed apportare il benessere al singolo soggetto.
In particolare, vengono analizzate le modalità, spesso nascoste, su cui si basa l’equilibrio di tutto il nucleo familiare.

La terapia familiare si differenzia da quella individuale per la visione di famiglia come “sistema” ovvero di una entità composta da varie parti che interagiscono.
In questa ottica viene preso in carico tutto il nucleo familiare e le specifiche dinamiche interpersonali che lo caratterizzano.

Marianna Costantini

Dr.ssa Marianna Costantini

Psicologa clinica
Psicoterapeuta,
Analista Transazionale
Psicoterapia individuale e di coppia,
Diagnosi Valutazione e Trattamento dei disturbi specifici di Apprendimento
Trattamento delle difficoltà emotive e relazionali nei bambini e adolescenti.

 

E-mail: mariannacostantini3011@gmail.com   Telefono:  3472935501

Ambulatorio sociale

Dalla sua fondazione l’associazione ARIEE-APS persegue e promuove i valori di solidarietà sociale, umana, civile, culturale e di ricerca inseriti all’interno della sua Missione.

Oggi assistiamo a crescenti difficoltà di accesso alle prestazioni psicologiche erogate dai servizi pubblici e spesso le scarse possibilità economiche impediscono di usufruire di un percorso terapeutico privato.

ARIEE – APS rende disponibili spazi per la consulenza gratuita, il sostegno psicologico e promozione del benessere nell’intero ciclo di vita per tutte le persone che stanno affrontando momenti di difficoltà emotiva e sentono il bisogno di un sostegno e di un ascolto qualificato.

I percorsi di vita pongono i singoli e le famiglie in situazioni stressanti e i passaggi evolutivi possono richiedere uno sforzo significativo per adattarsi a nuove condizioni esistenziali.

Il benessere emotivo diventa fondamentale per affrontare le difficoltà e imparare nuove strategie al servizio di un nuovo equilibrio psicologico e relazionale.

Che Cosa Offriamo?

  • Prima consulenza gratuita

  • Incontri successivi a costo sostenibile

Per info: info@ariee.it

“In Prima senza pensieri”

Progetto IN PRIMA SENZA PENSIERI

INTRODUZIONE

Nella pratica clinica quasi sempre assistiamo bambini con difficoltà scolastiche conclamate già da tempo ma cosa si può fare per prevenire il disagio e individuare con tempestività i bambini a rischio di sviluppare un Disturbo Specifico degli Apprendimenti (DSA)?

Nella fascia d’età compresa tra i 3 e i 5 anni cominciano gradualmente a svilupparsi i precursori della lettura, scrittura e calcolo, questi si fondano su abilità percettive, mnestiche, di pensiero e di pre-alfabetizzazione che iniziano a svilupparsi gradualmente durante gli anni della scuola dell’infanzia.

I precursori della lettura strumentale sono le abilità di discriminazione visiva e uditiva, memoria fonologica a breve termine, associazione visivo-verbale e le competenze metafonologiche, la capacità di organizzare un racconto è un ulteriore aspetto dello sviluppo linguistico che collega le competenze narrative alla capacità di produrre discorsi ed è prerequisito fondamentale per la comprensione del testo.

I prerequisiti della scrittura sono le abilità psicomotorie che permetteranno al bambino un’adeguata esecuzione del gesto grafico quali motricità globale e settoriale, schema corporeo, organizzazione prassica e abilità visuo-spaziali.

Le abilità di conteggio, conoscenza lessicale di numeri, consapevolezza del principio cardinale dei numeri, confronto tra quantità e seriazione rappresentano i prerequisiti dell’intelligenza numerica.

Tutte queste funzioni possono essere indagate tramite l’utilizzo di puntuali strumenti di screening che consentano di monitorare il loro stato di sviluppo: ecco come la buona prassi del monitoraggio dei precursori degli apprendimenti scolastici diventa uno strumento indispensabile di prevenzione primaria dei DSA già a partire dagli ultimi anni della scuola dell’infanzia.

Obiettivi del progetto

Il progetto è finalizzato all’individuazione precoce di bambini a rischio di sviluppare un futuro DSA nei primi anni della scuola primaria e alla rilevazione e prevenzione della strutturazione di fragilità evolutive in diverse aree dello sviluppo cognitivo e affettivo del bambino.

In tal senso risulta cruciale informare genitori ed insegnanti sulla prevenzione dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento e sui programmi di sostegno e recupero tempestivo dei precursori della letto-scrittura e del calcolo.

Proponiamo inoltre, in maniera facoltativa, un laboratorio di potenziamento dei prerequisiti in piccoli gruppi rivolto ai bambini risultati a rischio durante la fase di Screening.

Destinatari

Insegnanti, genitori e bambini degli ultimi anni di scuola dell’infanzia

Tempi e modalità operative

Le attività previste dal Progetto sono state ipotizzate tra Gennaio 2018 e Gugno 2018 all’interno dei locali della scuola:

Gennaio: prima fase – Divulgazione preliminare: è previsto un incontro da due ore con insegnanti e genitori per sensibilizzarli sulle tematiche della prevenzione dei DSA e dell’intervento precoce sui prerequisiti della letto-scrittura e del calcolo.

Gennaio-Febbraio: seconda fase – Screening: questa fase prevede la compilazione di questionari da parte di insegnanti e genitori e la somministrazione di una batteria di prove che coinvolgerà i bambini sia a livello individuale che di gruppo.

Marzo: terza fase – Stesura dei profili individualizzati e restituzione dei risultati: correzione delle prove, analisi dei dati e stesura dei profili dei bambini che dallo screening rientrano nella fascia “di rischio”, questi profili verranno restituiti ai genitori attraverso colloqui individuali.

Marzo-Maggio: quarta fase opzionale – Laboratorio di potenziamento: laboratorio di potenziamento per i bambini risultati “a rischio”, strutturato in dodici incontri da un’ora e tranta ciascuno, presso i locali della scuola.

Giugno: quinta fase opzionale – Verifica e restituzione globale: somministrazione di prove standardizzate per valutare l’efficacia del lavoro di potenziamento, è previsto inoltre un incontro conclusivo da due ore con insegnanti e genitori per la restituzione dei dati globali emersi dallo Screening sui bambini e dai risultati ottenuti in seguito al laboatorio di potenziamento.

Piano finanziario

Le prime tre fasi di Divulgazione preliminare, Screening e restituzione dei profili individualizzati sono finanziate dall’Associazione per scopi sociali.

Le attività aggiuntive di Laboratorio di potenziamento e restituzione globale dei dati emersi  possono essere integrate nel Progetto secondo il seguente piano finanziario:

 

Progettazione: 300.00 €
Materiale cartaceo e strumenti operativi: 150.00 €
Risorse umane impiegate per il laboratorio di potenziamento e l’incontro di restituzione finale con insegnanti e genitori: 30 € l’ora  per un totale di 540.00 €
Totale 990.00 €

Servizi supplementari:

Sportello di consulenza: per tutta la durata del progetto viene offerta la possibilità di una usufruire di uno sportello informativo a titolo gratutito rivolto ad insegnanti e genitori, da concordare su appuntamento presso i locali della scuola.

Ambulatorio sociale: è prevista la possibilità di un approfondimento diagnostico e la progettazione di un intervento di recupero individuale per i bambini risultati a rischio durante la fase di screening e/o che continuano a mostrare difficoltà anche in seguito al potenziamento svolto a scuola.

Le attività verrano svolte presso i locali dell’Associazione a carico dei genitori ad una tariffa agevolata.

Referenti del progetto:

Dott.ssa Anna Mammì, psicologa 3200603378 anna.mammi@hotmail.it

Dott.ssa Ilaria Mangino, psicologa 3408713016, ilaria.mangino@live.it

Dott.ssa Barbara Loia, psicologa 3386307876, barbara.loia85@gmail.com

 

 

“Prima Facile”

PRIMA FACILE   Impara a leggere con  READER

Progetto di potenziamento delle abilità di lettura dedicato agli alunni di prima elementare

L’inizio della prima elementare è un momento delicato per il bambino che comincia una nuova fase della sua vita scolastica e personale. Infatti questo comporta l’inserimento in un nuovo contesto caratterizzato da nuove maestre, nuovi compagni e nuove richieste. imparare a leggere per alcuni bambini può risultare facile, mentre per altri può essere più faticoso . . .

COME INTERVENIRE?

L’ARIEE promuove l’utilizzo di Reader un softwre specifico per aiutare i bambini con più difficoltà a poteniare le abilità di decodifica e a favorire una facilitazione del lavoro delle maestre, che spesso hanno molti bambini da seguire.

Le attività sono programmate e condotte da psicologi esperti nelle aree e nei processi dell’apprendimento.

Il progetto è finanziato con i fondi del 5 x 1000

Referente del progetto: dott.ssa Silvia Andreoli – Presidente ARIEE

Leggi e scarica la Locandina del progetto PRIMA FACILE per le scuole

 

Silvio Campi

Dr Silvio Campi

– Psicoterapeuta

– Psicologo dirigente Tutela Salute Mentale in Età Evolutiva ASL ROMA 1

– Osservatorio Regionale sul Bullismo – MIUR USR Lazio